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Cibo sicuro e di qualitÀ, la sfida parte da Napoli
di Bruno Bisogni
Cibo sicuro e di qualitÀ, la sfida parte da Napoli
A Palazzo Partanna il primo dei trenta eventi Truefood
previsti nel prossimo biennio in Europa
Mario Maione
Parte dall’Unione Industriali di Napoli il programma biennale di informazione e divulgazione delle innovazioni applicabili alle pmi europee per migliorare qualità e sicurezza nell’industria alimentare. Il Progetto Truefood, finanziato dall’Unione Europea, si propone inoltre di favorire il raccordo tra mondo dell’impresa e mondo della ricerca con la creazione delle Unità di Formazione e Disseminazione. Prevede di conseguire tali obiettivi attraverso attività di ricerca, formazione e trasferimento di conoscenza. É coordinato dal Consorzio Spes, guidato da Daniele Rossi, cui fanno capo undici federazioni europee del comparto, tra cui Federalimentare.
Nei prossimi due anni si terranno in Europa più di trenta eventi informativi e formativi organizzati dalle Unità di Formazione e Disseminazione e coordinati da Daniele Rossi e dalla Traning e Dissemination Manager Cecilia Chiapero (Agriconsulting spa Roma).
La prima delle iniziative promosse in Italia si è svolta lo scorso mercoledì 20 febbraio presso l’Unione Industriali di Napoli.
Truefood (informazioni dettagliate all’indirizzo www.federalimentare.it/formazione) punta a realizzare contestualmente maggiori livelli di competitività delle aziende e soddisfacimento delle aspettative dei consumatori in un mercato alimentare sempre più evoluto e consapevole dell’importanza di requisiti come la sicurezza, l’igiene, le caratteristiche nutrizionali dei prodotti. Il principale scopo di Truefood «è di incrementare ancor di più la qualità e sicurezza alimentare, introducendo innovazioni nella produzione europea dei cibi tradizionali, attraverso attività di ricerca teorica e applicata e attività di formazione, informazione e trasferimento tecnologico. Per prodotti tradizionali non si intendono soltanto i cibi tipici, ma anche tutti i prodotti della tradizione culinaria locale. Il progetto vuole dare valore aggiunto sia ai consumatori che ai produttori, promuovendo business plan ad hoc per tutti i componenti della filiera alimentare, attraverso l’approccio dalla fattoria alla tavola». Il progetto si articola in otto gruppi di lavoro, che coprono aree quali la ricerca teorica e applicata, le attività di sviluppo e innovazione tecnologica, l’informazione e il trasferimento tecnologico.
L’incontro a Palazzo Partanna è stato organizzato dall’Unità di Formazione e Disseminazione di Federalimentare (formata dai Mediatori Tecnico Scientifici Federica Scotto di Tella e Alessandro Cordelli) e dalla Sezione Industria Alimentare dell’Associazione imprenditoriale partenopea.
Il seminario di approfondimento ha avuto come oggetto il tema della conservazione e dell’imballaggio degli alimenti. Sono intervenuti, tra gli altri, il Presidente della Sezione Industria Alimentare Unione degli Industriali di Napoli, Mario Maione, Raffaele Lamanna (Ente Nazionale Energia ed Ambiente), Anna Maria Ferrini (Istituto Superiore di Sanità), Massimiliano Boccardelli (Federalimentare Servizi Srl). |