Vince L’universitÀ che si orienta
verso il mondo dell’impresa
L’appello del filosofo della Luiss:
«Ragazzi studiate fuori casa»
Il futuro del Settore Automotive campano
Nel 2008 nuovi investimenti
e sperimentazioni innovative per Irisbus Italia
di Filomena Labruna
Vince L’universitÀ che si orienta
verso il mondo dell’impresa
Ivano Boragine ai giovani irpini: «la formazione è indispensabile
a vincere la battaglia dell’affermazione professionale»
Vincere la sfida della globalizzazione puntando sull’eccellenza delle proposte educative. L’avvocato Ivano Boragine della Luiss, consigliere delegato Rome International School, si rivolge ai giovani irpini sottolineando che gli strumenti culturali sono indispensabili al raggiungimento di traguardi professionali nuovi e ambiziosi.
Il contesto sociale ed economico non è incoraggiante per i giovani soprattutto al Sud. Quali armi possono utilizzare per vincere la battaglia dell’affermazione professionale?
La formazione è l’unica variabile che i giovani possono controllare direttamente. Tutto il resto non dipende da loro. Ed è importante che capiscano la necessità di studiare, formarsi, puntando su insegnamenti di qualità, con esperienze preziose al di fuori dei propri confini familiari e territoriali. Bisogna confrontarsi con contesti culturali diversi. Per questi motivi noi offriamo le maggiori opportunità Erasmus e di scambi non solo in Europa, ma in misura significativa in tutto il mondo. Non bisogna fermarsi mai, anche dopo la laurea. I master e i dottorati sono aperti a chiunque abbia intenzione di continuare ad investire su di sé.
Quanto è importante il collegamento con il mondo imprenditoriale?
É indispensabile. L’università deve essere orientata al mondo dell’impresa per essere innovativa e al passo con i tempi. Gli studenti devono avere l’occasione di assaggiare il loro futuro professionale, attraverso periodi vissuti sperimentando quanto appreso a lezione, direttamente in un vero posto di lavoro, guidati da chi ha già responsabilità rilevanti. Credo moltissimo nei vantaggi derivanti dallo svolgimento di stage di inserimento al lavoro.
Il neo laureato deve avere la possibilità di tradurre in capacità professionali le proprie esperienze formative.
Perchè al Sud si investe poco in formazione e ricerca?
Accade perchè siamo poco lungimiranti. Siamo nelle condizioni di non riuscire ad intervenire con efficacia secondo le reali priorità. Questo sta diventando un meccanismo pericoloso per il Sud. Mancano le risorse e se non si investe in formazione e ricerca, non si fa sviluppo e senza sviluppo non si cresce. É urgente un’inversione di tendenza.
Come fermare la fuga di cervelli all’estero?
Non credo che occorra fermare il movimento delle intelligenze. Vi sono ricercatori che hanno scelto di perfezionare la loro attività altrove. Il fatto che operino all’estero non è una perdita, ma un’opportunità. Quello che manca è la possibilità di offrire loro un rientro adeguato. Ma soprattutto è necessario creare dei collegamenti territoriali, una vera e propria rete di conoscenze che non abbia confini.
La meritocrazia: un obiettivo o un’utopia?
É un percorso che deve essere seguito dai giovani, chiamati oggi ad essere ambasciatori di questa metodologia. Anche qui è indispensabile un cambiamento culturale. |