Imprese e Finanza:
il private equity aiuta la crescita aziendale
EGITTO: OPPORTUNITÀ PER LE IMPRESE ITALIANE
STRATEGIE PER LO SVILUPPO ENERGETICO
DEL TERRITORIO
Marco Pontecorvo eletto nuovo Presidente del Gruppo Giovani di Confindustria Salerno
di Raffaella Venerando
Imprese e Finanza:
il private equity aiuta la crescita aziendale
I vantaggi offerti dalla partecipazione bancaria
al capitale di rischio delle imprese
Per le imprese italiane, e in particolare per quelle del Mezzogiorno, la piccola dimensione rappresenta molto spesso, soprattutto nell’attuale scenario economico globalizzato, un limite forte allo sviluppo.

Più cresce la competizione e la concorrenza si fa agguerrita, più le aziende per resistere sui mercati interni ed esteri hanno urgenza di grosse riserve finanziarie.
Fortunatamente, però, le nuove frontiere della finanza oggi mettono a disposizione degli imprenditori disposti ad “aprire” il capitale delle proprie imprese, senza temere di perderne il controllo, alcuni strumenti alternativi di finanziamento rivelatisi efficaci nel sostenere percorsi di crescita aziendale.
Tra questi, senz’altro merita particolare attenzione il private equity, grazie al quale un investitore finanziario specializzato - nella gran parte dei casi un istituto di credito - acquisisce temporaneamente una quota di partecipazione al capitale di una società, generalmente non quotata, finalizzata alla realizzazione di un guadagno in conto capitale in un arco temporale medio/lungo. Proprio a questo importante strumento finanziario il Comitato Piccola Industria di Confindustria Salerno ha dedicato, lo scorso 18 marzo, un seminario di approfondimento intitolato "Banche e capitale di rischio. Nuove opportunità per le imprese".
Dopo i saluti del Presidente di Confindustria Salerno Agostino Gallozzi e del Vice Presidente della Federazione Campana delle Banche di Credito Cooperativo Enrico D’Antonio, sono intervenuti Antonio Ilardi, Presidente Comitato Piccola Industria di Confindustria Salerno ed Enrico Duranti - Amministratore delegato BCC Private Equity Sgrpa. Nel corso del seminario c’è stato anche spazio per un caso aziendale, quello della Sigma spa, illustrato dal suo direttore Massimiliano Cesaroni, che ha testimoniato dal vivo come il ricorso al private equity abbia permesso all’azienda ritorni economici estremamente positivi.

«Il vero limite alla crescita dimensionale dell'impresa soprattutto nel Mezzogiorno - ha dichiarato il Presidente di Confindustria Salerno Agostino Gallozzi - è rappresentato più che dal vincolo derivante dalla mancanza di flessibilità nelle politiche del lavoro, dalla carenza di capitale di rischio. Per imprese e banche è necessario compiere un ulteriore passo avanti rispetto al passato, nel valutare con pragmatismo il “valore” che reciprocamente si possono “scambiare” per dare vita così ad un nuovo e più virtuoso modelli di relazione banche-PMI».
Il Presidente del Comitato Piccola Industria di Confindustria Salerno Antonio Ilardi, invece, ha sottolineato come «nel contesto economico salernitano il coinvolgimento di investitori bancari in capitale di rischio non può che essere di aiuto per perseguire quel necessario processo di crescita dimensionale e di ristrutturazione che le aziende devono affrontare per competere nel mercato attuale. D’altra parte, però, l'ingresso di un fondo di private equity nel capitale di una piccola e media impresa la obbliga ad adottare una governance trasparente e al rafforzamento dell'organizzazione e dei sistemi di controllo della gestione. E in questo delicato e non facile percorso la dimensione “locale” del credito cooperativo può senz’altro rappresentare una valida e affidabile opportunità».
«L’approccio delle Banche di Credito Cooperativo - ha affermato nel suo intervento il Vice Presidente della Federazione Campana delle Banche di Credito Cooperativo Enrico D’Antonio - è stato quello di contribuire a consolidare la cultura finanziaria delle piccole e medie imprese, che rappresentano l’ossatura del sistema economico produttivo regionale e nazionale. Parlare oggi di private equity - ha concluso D’Antonio - assume un valore ed un significato di grande interesse, soprattutto in un territorio provinciale come il nostro in cui interventi del genere sono più unici che rari e, quando in qualche modo avvengono, assomigliano più ad una sorta di “accanimento terapeutico” che ad una reale, concreta e fruttifera partnership per l’impresa e per il territorio».
È spettato, invece, a Enrico Duranti, Amministratore delegato BCC Private Equity Sgrpa, offrire alla platea di imprenditori presenti tutti i ragguagli tecnici sullo strumento, fugando così anche qualche dubbio riguardo il suo utilizzo.
«Il private equity - ha affermato Duranti - nel Mezzogiorno incontra ancora qualche resistenza psicologica. Di certo non è lo strumento adatto a risolvere mali pregressi o squilibri aziendali. Questo tipo di strumento serve invece a fare camminare più velocemente quelle aziende che già di per sè si reggono bene sulle proprie gambe. Una banca seria, infatti - ha concluso Duranti - si dimostra tale quando diventa partner dell’impresa, quando sostiene le scelte di rischio dell’imprenditore, condividendole, non limitandosi quindi ad erogare solo denaro».

A conclusione dell’incontro, il il Presidente degli industriali salernitani Agostino Gallozzi ha auspicato «un clima di giusta collaborazione tra banche ed imprese che renda effettivamente realizzabili progetti mirati e di qualità per implementare il tessuto economico e produttivo del nostro territorio. Le nuove opportunità di finanziamento offerte da strumenti innovativi come i “private equity” o gli “hedge found” sono al centro dell’attenzione di Confindustria Salerno. Con il sistema delle Banche di Credito Cooperativo, molto ben radicato sul territorio, è possibile avviare un dialogo che tenga conto del dimensionamento delle nostre imprese e della necessità di stimolare percorsi di aggregazione e di capitalizzazione adeguati alle grandi sfide sui mercati interni ed esteri».
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