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  Dicembre 2012

Articoli n° 03
APRILE 2008
 


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Imprese e Finanza:
il private equity aiuta la crescita aziendale

EGITTO: OPPORTUNITÀ PER LE IMPRESE ITALIANE

STRATEGIE PER LO SVILUPPO ENERGETICO
DEL TERRITORIO

Marco Pontecorvo eletto nuovo Presidente del Gruppo Giovani di Confindustria Salerno


STRATEGIE PER LO SVILUPPO ENERGETICO
DEL TERRITORIO

Indispensabili interventi di contenimento dei consumi e delle dispersioni

Antonio Lombardi
Presidente ANCE Salerno
Il risparmio energetico rappresenta uno degli obiettivi prioritari dei prossimi anni. Sono necessarie, per raggiungere i rigidi parametri imposti dall’Unione Europea ma anche dal Trattato di Kyoto, politiche plurivalenti che guardino cioè all’incremento dell’offerta - magari contenendo in qualche modo una bolletta energetica che oggi vede l’Italia quasi totalmente legata a paesi esteri - ma anche al contenimento dei consumi e delle dispersioni, che pesano molto sul consumo energetico complessivo.
La partnership tra Comune di Salerno, Salerno Energia, ANCE Salerno e l’Ordine degli Ingegneri presentato al Comune a margine di un seguito ed apprezzato convegno, lo scorso 12 marzo, rappresenta certamente un primo passo significativo giacché - attraverso la sinergia progettuale, tecnica ed operativa di soggetti impegnati in settori diversi ma tutti direttamente o indirettamente legati o investiti dal problema energetico - si potranno convogliare gli sforzi politici verso obiettivi comuni e condivisi.
Una delle priorità che abbiamo rappresentato durante il citato convegno, riguarda proprio i consumi energetici residenziali. Il 36% della “bolletta energetica nazionale” viene oggi assorbita dai cosiddetti usi domestici: è un dato che se da un lato rimarca l’estrema rilevanza delle politiche di contenimento del consumo che partono dalle famiglie, dall’altro evidenzia un ulteriore aspetto non secondario. Il consumo residenziale è legato a doppio filo a problematiche come la vetustà degli edifici e degli impianti, alla dispersione termica. Ad aspetti che insomma contribuiscono non poco a far lievitare i costi energetici.
Qualche dato Enea consente di ben inquadrare il problema: oggi un edificio convenzionale di vecchia costruzione (realizzato cioè prima dell’entrata in vigore della legge 373 del 1973) assorbe all’incirca 250 kWh al metro quadrato: lo standard europeo degli edifici a basso consumo (Low Energy Building) è contenuto in un range tra i 25 e i 60 kWh al metro quadrato. Vale a dire che un vecchio edificio consuma dal 300 al 900% oltre la soglia LEB. Un dato allarmante che viene solo parzialmente mitigato dai dati relativi agli edifici di più recente costruzione (successivi cioè all’entrata in vigore della legge 373/1973), che contengono il fabbisogno energetico convenzionale intorno ai 150 kWh. Siamo in ogni caso ben al di sopra dei parametri imposti dall’Unione Europea e che riguardano (sempre stando alle stime Enea contenute nel Libro Bianco “Energia, Edificio, Ambiente”) ben 24 milioni di edifici in Italia. Intervenire insomma soltanto vincolando le nuove costruzioni al rigoroso rispetto dei parametri europei, rischia di introdurre dei palliativi affatto determinanti e che potrebbero anzi imporre ulteriori più incisive scelte future. Ed allora le politiche di contenimento del consumo energetico debbono guardare ad una pluralità di interventi, anche strutturali, e non fermarsi ad una nuova regolamentazione che guardi solo ai futuri insediamenti ed alle future realizzazioni.
In Italia alcuni interventi di notevole rilevanza sono già stati adottati ed anzi sono già pienamente operativi: penso ad esempio alle detrazioni sulle ristrutturazioni che, per interventi mirati al contenimento del consumo energetico, possono coprire il 55% dell’investimento fino ad un tetto massimo di 60mila euro. Uno strumento che andrebbe promosso in maniera ancor più energica e che andrebbe anche conciliato magari con forme di incentivazione e di agevolazione nell’accesso al credito (addirittura con ulteriori favori sulle imposte locali), per diffondere lo strumento anche tra i proprietari immobiliari con reddito medio-basso.
Ma la classe politica italiana – nazionale ma anche locale - deve nel contempo sinergicamente potenziare gli sforzi per l’attivazione e lo sfruttamento di ulteriori risorse disponibili: pensiamo ad esempio ai 2,4 miliardi di euro inseriti nel Quadro Comunitario di Sostegno 2007-2013 e specificamente destinati al risparmio energetico o ancora ai Piani di Innovazione Industriale che destinano, a questo medesimo obiettivo, ulteriori 250 milioni di euro. Lo sfruttamento sinergico di queste tre opportunità potrebbe rendere più efficaci le strategie di contenimento del consumo energetico, preservando energia e calore autoctoni prodotti dagli edifici. Nel comune capoluogo abbiamo altresì immaginato, e proposto al Comune, una strategia che guarda anche al Puc: pensiamo in particolare a meccanismi premiali che consentano, ad esempio in termini di aumenti volumetrici, una pianificazione che appunto incentivi le costruzioni in linea con i più moderni parametri di risparmio energetico.
Si tratta di obiettivi di enorme rilevanza, a cui l’Ance Salerno lavorerà con costanza ed energia, cui del resto non è possibile in alcun modo sottrarsi: val la pena rammentare che dal 1° luglio 2009 la certificazione energetica sarà obbligatoria per tutti gli edifici ed andrà necessariamente inserita negli atti di transazione immobiliare. In un tempo insomma neppure troppo lontano si addiverrà ad un mercato immobiliare in cui il risparmio energetico costituirà una discriminante negli acquisti, con quotazioni giustamente più elevate per gli edifici che richiedono un minor apporto di energia e che sono in grado di conservare e mantenere le temperature interne degli ambienti. Intanto l’ANCE Salerno, in sinergia con il tavolo di partenariato ha attivato le prime iniziative concrete per sfruttare le diverse opportunità esistenti. Il primo step operativo è stato individuato in due percorsi formativi, che si svolgeranno presso le sedi di Salerno Energia e di ANCE Salerno, e che mirano a formare professionisti in grado di guardare alla produzione energetica in un’ottica multidisciplinare e di attivare e gestire le procedure di contenimento del consumo energetico sia nell’adeguamento degli edifici esistenti, che nelle nuove costruzioni.
Il secondo step è la candidatura ufficiale di Salerno all’accesso di fondi comunitari per la realizzazione di un “edificio intelligente” in grado cioè di autoprodurre e gestire al meglio tutto il proprio fabbisogno energetico. Una struttura che, nelle ipotesi progettuali, dovrebbe essere adibita ad ospitare servizi di pubblica utilità: scuole o uffici.

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