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  Dicembre 2012

Articoli n° 03
APRILE 2008
 


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Nel 2008 nuovi investimenti
e sperimentazioni innovative per Irisbus Italia

di Emanuela De Vita

Nel 2008 nuovi investimenti
e sperimentazioni innovative per Irisbus Italia


Il General Manager del gruppo leader in Italia nella produzione di autobus
indica le strategie di rafforzamento sul territorio irpino


In 18 mercati sui 25 dell'Europa occidentale, il trend di vendita di autobus registra un calo e l'Italia ne riflette la tendenza negativa. Abbiamo chiesto a Enrico Vassallo, General Manager di Irisbus Italia, l'azienda del gruppo Iveco specializzata nel trasporto persone, di analizzare le cause di questo andamento e anticipare gli obiettivi dell'azienda per il 2008.

Ingegner Vassallo, oltre ad essere General Manager dell'azienda leader in Italia, lei ricopre l'incarico di Presidente dell'Anfa. Può descriverci, dalla sua posizione privilegiata, lo scenario italiano del mercato dell'autobus?
L'anno da poco concluso ha visto una forte contrazione del mercato italiano: infatti, se a livello europeo si è registrato un incremento del 4,2%, purtroppo l'Italia ha subito un calo dell'11%. Nonostante il quadro nazionale fortemente negativo, Irisbus Italia è riuscita non solo a mantenere la posizione di leader, ma anche ad incrementare la quota di mercato. Entrando nel merito dei singoli segmenti, Irisbus Italia detiene il 56,9% per minibus, il 50% per gli urbani e il 29,5% per gli intercity e turistici. Grazie ad un processo di riorganizzazione della gamma prodotti, siamo riusciti a mantenere questi livelli, puntando sulla qualità e rafforzando la presenza del nostro marchio sul territorio attraverso una rete distributiva e di assistenza capillare, efficiente ed affidabile.

Quali sono le strategie che metterete in atto per il 2008 per rafforzare la vostra presenza?

Per il 2008, viste le previsioni di un'ulteriore contrazione del mercato dovuta soprattutto alla mancanza di finanziamenti agli enti locali per il TPL, abbiamo l'obiettivo di consolidare la leadership nel mercato italiano, rafforzando la nostra presenza nel segmento turistico.
Abbiamo iniziato a lavorare per questo obiettivo già nel 2007 con il lancio del Magelys e del Daily Tourys LX, entrambi destinati alla clientela più esigente.
Nel 2008 porteremo avanti il nostro progetto con il lancio del Proxys: il nuovo midibus che ha in sé le prerogative di un mezzo turistico su una lunghezza di poco superiore a quella di un minibus. Le novità non si esauriscono con questo prodotto. Stiamo preparando il lancio di nuovi veicoli che andranno a coprire quelle richieste su cui la nostra gamma era carente. Sempre per il segmento turistico, da giugno 2008 sarà disponibile il Midys, un minibus misto tra un mezzo di linea e uno turistico.

Per quanto riguarda la gamma interurbani, saranno disponibili il Proway ed il Midway (per i servizi di linea a corto raggio), il Citelis Way (interurbano con il pianale interamente ribassato) ed il Crossway Recreo (scuolabus con motore posteriore).
Mobilità sostenibile e trasporto pubblico locale: qual è la sua visione?

Occorre attuare una reale politica del trasporto pubblico che preveda al proprio interno interventi per il rinnovo del parco degli autobus, che coprono quasi l'80% della domanda di trasporto pubblico. L'obiettivo strategico è quello di allinearsi allo standard europeo - adeguato per volumi, moderno ed efficiente, con anzianità media di 7 anni - e di mantenere tale livello di eccellenza nel prossimo futuro. Questo comporterebbe l'immissione sul mercato, entro il 2014, di circa 26.000 nuovi autobus, con un impegno economico di circa 800 milioni di euro. La situazione italiana invece, sta vivendo una grave emergenza: la riduzione di spesa pubblica destinata al trasporto urbano di circa il 40% dal 2006 al 2008 ha comportato una contrazione complessiva di risorse di 120,6 milioni di euro e l'età media dei mezzi pubblici è di 10,1 anni, dopo aver raggiunto un massimo di 12,1 anni nel 1999.
Un altro aspetto preoccupante è rappresentato dagli Euro 0 che, su scala nazionale, sono ancora la categoria a maggior rilevanza relativa, pari al 32% del totale, sino ad arrivare a rappresentare il 53% dei veicoli in servizio nelle Isole (dati 2005). La gravità della situazione emerge con ancora maggior chiarezza se si analizza quanti autobus hanno raggiunto, o addirittura superato, i 15 anni di attività: a livello nazionale, gli autobus di questa categoria rappresentano, infatti, oltre un quarto della flotta complessiva, quota che scende al 23% circa se calcolata in rapporto al monte autobus in servizio urbano e sale al 31% circa se riferita agli autobus in servizio extraurbano. Le ricadute sono gravi anche dal punto di vista ambientale, se si considera che un solo autobus Puro O inquina come 17 autobus di ultima generazione EEV. Il rinnovo ha, infatti, importanti risvolti economici positivi per le aziende di trasporto, e quindi per la collettività, consentendo valide efficienze gestionali: minori costi per manutenzione e per consumi dei carburanti, riduzione del numero di giorni di fermi tecnici dei mezzi più obsoleti, che incidono sulla efficienza complessiva del servizio e sui bilanci aziendali, nonché sulla sicurezza del trasporto e sul contenimento delle emissioni (si stima che fra l'attuale parco obsoleto e un allineamento agli standard europei ci sia una differenza nei costi di manutenzione di almeno 60 milioni di curo all'anno).

Lo sviluppo armonico del TPL deve diventare, ormai, un tema prioritario della politica dei trasporti nel nostro Paese, specie alla luce dell'importanza strategica che esso riveste da punto di vista industriale, occupazionale, della mobilità e della qualità ambientale. Quali saranno le ripercussioni sullo stabilimento di Valle Ufita?
Lo stabilimento di Valle Ufita produce il Domino (Gran Turismo ben affermato nel panorama italiano), il Citelis (veicolo urbano) e da quest'anno il Crossway 12m che implementa la gamma degli interurbani. La mancanza di finanziamenti per le aziende del Tpl senza dubbio si riflette anche sulle nostre fabbriche; infatti lo stabilimento di Valle Ufita ha una capacità produttiva di 6 bus giornalieri per un totale di 1400 unità annue, ma la produzione attuale è poco più della metà.
Nonostante il periodo negativo, si è comunque deciso di investire sullo stabilimento: l'anno scorso è stata effettuata la ristrutturazione di buona parte del processo produttivo, con l'implementazione di una vasca per il processo di cataforesi; l'area della verniciatura è attrezzata con 2 robot antropomorfi dotati di pistole elettrostatiche. Lo stabilimento, inoltre, possiede un'area per il reparto Sperimentale che effettua montaggi prototipali e di sperimentazione. Nel corso del 2008 ci siamo proposti di robotizzare anche le aree della lastratura e nel prossimo biennio gli ambienti di lavoro seguiranno il medesimo processo di ristrutturazione.

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