Vince L’universitÀ che si orienta
verso il mondo dell’impresa
L’appello del filosofo della Luiss:
«Ragazzi studiate fuori casa»
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Nel 2008 nuovi investimenti
e sperimentazioni innovative per Irisbus Italia
di Filomena Labruna
L’appello del filosofo della Luiss:
«Ragazzi studiate fuori casa»
Sebastiano Maffettone invita gli studenti irpini ad uscire dal contesto familiare
e territoriale per crescere e allargare i propri orizzonti
Il carisma dell’educatore, l’intelligenza di un docente universitario che insegna in quella che è stata valutata la migliore università di Scienze politiche d’Italia, l’ironia dell’uomo che conosce i giovani e sa come tenere alta la loro attenzione. Sebastiano Maffettone, filosofo napoletano, con una famiglia di origine irpine, è intervenuto all’incontro che si è svolto presso la Confindustria di Avellino venerdì 14 marzo, dove la Luiss “Guido Carli”, ha presentato la sua offerta formativa. L’intervento di Maffettone, preceduto dai saluti del presidente di Confindustria Silvio Sarno e del presidente del Gruppo Giovani Katia Petitto, ha suscitato grande interesse da parte dei giovani.
La sala “Umberto Agnelli” della Confindustria di Avellino è affollata di ragazzi. Quale messaggio si sente di rivolgere loro?
É importante che i giovani escano dal contesto familiare e territoriale. Bisogna cogliere l’occasione dell’università. A diciotto anni devono andare via di casa perché in questo modo studiano di più, si divertono di più e si responsabilizzano. Anche il distacco dai genitori diventa meno traumatico perché c’è un motivo valido alla base del loro allontanamento dal “nido”. I ragazzi devono acquisire la consapevolezza che il centro del mondo non è la piazza dove sono nati e cresciuti, devono allargare la propria mente, le conoscenze, gli orizzonti. Un periodo fuori dei confini apre la mente e prepara al futuro, oltre a darti grandi opportunità di confronto con altre realtà didattiche e con contesti culturali diversi.
Quanto è importante il ruolo svolto dalla formazione in questo percorso?
É fondamentale, ma deve essere solida, ampia, innovativa e di respiro internazionale. I giovani devono essere preparati alle sfide del lavoro.
Proprio il lavoro è una nota dolente. É innegabile che i ragazzi si sentano demotivati.
Nel corso della mia attività rilevo costantemente e con grande amarezza quanto sia diffuso soprattutto nei giovani del Sud un forte senso di depressione e di inadeguatezza. Sono in molti a non credere più nel merito. Ritengo che sia compito di ognuno di noi, delle istituzioni, della politica, fare in modo che possano recuperare fiducia ed entusiasmo, cominciando a credere nelle loro potenzialità. Occorre fare pulizia, distruggere il sistema delle raccomandazioni, assicurando ai giovani le migliori occasioni di crescita personale e professionale. É sui giovani che bisogna investire, sono loro la classe dirigente del futuro. |