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  Dicembre 2012

Articoli n░ 4
MAGGIO 2005
 
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Il Patto Territoriale si trasforma
UN MODELLO DI agenzia di sviluppo
Siglata la Convenzione con Sviluppo Italia Campania S.p.A.

Donato Callisto
Presidente Patto Territoriale di Benevento patto@pattobn.it





La Regione Campania, nell'ambito del processo di regionalizzazione dei Patti Territoriali, avviato con delibera G.R. n. 534 del 23 aprile 2004, sta favorendo azioni tese a sostenere, anche indirettamente, i Patti e i loro Soggetti Responsabili, nell'implementazione di iniziative imprenditoriali finalizzate a valorizzare il vitalismo del sistema produttivo locale e a consolidare i risultati della sperimentata esperienza di sviluppo. In attuazione di tale indirizzo, Sviluppo Italia Campania S.p.A si è proposta in un'azione di raccordo e integrazione tra la propria operatività e quella svolta dai singoli Patti nei rispettivi territori, per svolgere attività di animazione sui temi del sostegno e dello sviluppo dell'imprenditorialità. In tale ottica, il 27 gennaio 2005, il Patto Territoriale della Provincia di Benevento ha sottoscritto una Convenzione con Sviluppo Italia Campania S.p.A., al fine, appunto, di costruire un piano organico di interventi a sostegno della crescita produttiva e infrastrutturale della provincia. L'accordo traccia dettagliate linee operative di collaborazione che prevedono, innanzi tutto, l'attivazione di uno "Sportello Informativo" che operi come qualificato punto di riferimento per le imprese, fornendo informazioni sugli adempimenti procedurali e sulle opportunità delle diverse tipologie di attività imprenditoriali.

Lo Sportello costituirà, quindi, un vero e proprio supporto tecnico nelle fasi di sensibilizzazione, orientamento, promozione e accompagnamento alla realizzazione delle imprese già finanziate, nonché alla creazione di nuovi progetti imprenditoriali, avendo così un ruolo centrale rispetto allo sviluppo produttivo del territorio. Grazie al front-office, che curerà procedimenti gravanti, in passato, sull'imprenditore, le imprese saranno affrancate dall'interpellare una pluralità di enti o uffici. Il Patto Territoriale, operante nella provincia di Benevento dal 1997 con un finanziamento del CIPE di 50,50 milioni di euro, è nato proprio per rafforzare un sistema di piccole e medie imprese, legate al territorio, che, pur operanti in settori diversi, tendono a realizzare un processo integrato. Con questo strumento si è determinata una programmazione territoriale costruita dal basso e proposta, ai centri decisionali e di spesa, per favorire la crescita delle aziende esistenti e la nascita di nuove piccole e medie imprese. Attraverso il Patto Territoriale della provincia di Benevento, sono state finanziate undici delle tredici aziende che avevano presentato la domanda ed erano state ammesse alla graduatoria, mentre dieci imprese hanno completato l’investimento (v. tabella 1). L’area sannita ha avviato una graduale e costante fase di espansione della struttura produttiva. Il sistema industriale, infatti, presenta un processo evolutivo determinato da tre elementi distintivi: investimenti in innovazione e nuova tecnologia (di processo e di prodotto); qualità; acquisizione di nuovi segmenti di mercato. Questa strategia ha fatto registrare ottimi risultati, soprattutto se si considera che diversi prodotti locali trovano oggi collocazione in molte delle grandi catene di distribuzione. Alcune aziende hanno costituito delle companies negli Stati Uniti d'America e molte realtà imprenditoriali si sono specializzate nella produzione di componenti ad altissimo contenuto tecnologico per conto di grandi gruppi e multinazionali, europei ed extraeuropei. L'assetto produttivo locale è contraddistinto dalle attività tradizionalmente forti quali l'agroalimentare, il dolciario e le costruzioni, dal tessile-abbigliamento e da quelle di più recente formazione come il turismo, l'informatica e la telematica. Le prospettive che si prefigurano sono ottimistiche e il trend di nascita di nuove imprese si è consolidato nel tempo. Il territorio, poi, grazie a una serie di infrastrutture, all'Università, alla disponibilità di risorse umane, al suo alto livello di vivibilità, sta acquisendo una maggiore attrattività e offre notevoli convenienze all'investimento. Strumenti come appunto i Patti Territoriali, hanno stimolato la nascita di nuove imprese e il consolidamento di quelle esistenti. Le amministrazioni locali, di concerto con l'Organismo di rappresentanza degli imprenditori, hanno favorito un processo di nascita e di crescita di nuove aziende attraverso l'infrastrutturazione del territorio e tramite la creazione di aree attrezzate. Come precedentemente accennato, un fenomeno nuovo, che sta prendendo quota negli ultimi anni, è il turismo, aprendo positivi scenari di sviluppo con ottime ricadute sia sul circuito economico provinciale, che su quello occupazionale. Da ciò nasce l'esigenza di una rinnovata "cultura d'impresa", un tema affascinante, vastissimo e poliedrico. È di sicuro un'operazione di comunicazione, ma anche di crescita culturale e non solo da parte dell'imprenditore. Anche la collettività si trova a dover riconsiderare il ruolo dell'impresa nel suo contesto, dandole dignità di soggetto culturale, oltre che economico. E se un'operazione del genere può sembrare ovvia per grandi industrie che riescono nel tempo addirittura a modificare la composizione sociale di interi agglomerati urbani, lo è molto meno per industrie piccole che operano con un numero di dipendenti limitato rispetto alla collettività del territorio in cui insistono. La piccola e media impresa è oggi chiamata a una profonda revisione e razionalizzazione della sua struttura per poter vivere e aumentare la propria competitività in uno scenario diventato globale. Il mercato interno, infatti, è ormai perfettamente riconoscibile entro i confini dell'Unione Europea. La nuova realtà dei mercati obbliga anche le piccole imprese ad acquisire conoscenze (di informatica, produzione, marketing, tecnologiche, ecc.) tanto più sofisticate quanto meno sono protette da norme e privilegi di vario tipo. Dunque la Pmi è obbligata a uno sforzo ulteriore per acquisire piena consapevolezza della propria cultura d'impresa e farne "valore", cioè occasione di sviluppo non solo economico per tutta la comunità economica e sociale di riferimento, possibilmente tentando una strada propria. È uno sforzo che vale la pena compiere in un momento, come questo, di grande incertezza dell'industria. Molte aziende della nostra provincia hanno effettuato considerevoli investimenti mirati alla qualità del prodotto. Rinomati e conosciuti in Italia e all'estero sono i comparti vitivinicoli, oleario, dolciario, caseario e della pasta che stanno registrando successi soprattutto in relazione all'ampliamento del mercato e all'incremento dell'export. Anche il metalmeccanico presenta una tradizione consolidata. Accanto alla meccanica di base, vi sono molte aziende che lavorano con processi ad alta tecnologia e che investono costantemente in ricerca per attivare innovazioni di prodotto e di processo. In tale contesto economico, assume un ruolo di prioritaria importanza una vera strategia di marketing territoriale perché vi è disponibilità di aree industriali, infrastrutturizzate e a bassi costi, di manodopera qualificata e da qualificare. Si può, inoltre, contare su di un ottimo presidio del territorio che garantisce l'assenza di fenomeni di delinquenza organizzata. La provincia di Benevento area di attrazione, quindi, all'interno della quale vi è un'elevata disponibilità da parte degli operatori economici a intraprendere collaborazioni commerciali e a realizzare joint venture. Il Sannio è, dunque, lanciato in un processo di sviluppo che potrebbe essere ulteriormente favorito dall'intensificarsi delle collaborazioni Nord-Sud. Sviluppo Italia, attraverso la sua società regionale, si propone quale interlocutore "privilegiato" del processo di crescita territoriale, mettendo a disposizione i propri strumenti finanziari, le agevolazioni e i programmi di sviluppo, che sta già realizzando, in piena complementarietà con le direttrici di sviluppo predisposte dalla Regione Campania. Le imprese dell'intera provincia di Benevento possono, di fatto, usufruire di nuovi strumenti, in aggiunta a quelli già varati dalla Regione, in grado di agevolarne lo sviluppo, soprattutto nelle fasi di ristrutturazione e rilancio produttivo. In una strategia di medio termine, infatti, le aziende possono essere aiutate a diventare più competitive sul mercato globale. Per raggiungere questi obiettivi, Sviluppo Italia si avvale di un sistema integrato di strumenti, sia normativi sia finanziari, che possono essere utilizzati trasversalmente su tutte le aree d'intervento della Società (v. tabella 2). In base a queste norme agevolative, destinate a giovani e a chi non è ancora inserito nel mondo del lavoro, vengono erogati aiuti finanziari (contributi a fondo perduto, mutui agevolati) e svolte attività di supporto, quali l'assistenza nella progettazione, la formazione imprenditoriale e la consulenza tecnica in fase di start up. Dal programma di interventi che il Patto Territoriale della Provincia di Benevento e Sviluppo Italia Campania intendono mettere in atto, emergono alcune azioni prioritarie:
- Supporto allo sviluppo del sistema imprenditoriale provinciale, soprattutto ai programmi per l'innovazione, il trasferimento tecnologico e il consolidamento delle piccole, medie e grandi imprese.
- Sostegno alla creazione di nuove imprese attraverso gli strumenti agevolativi finalizzati all'imprenditorialità giovanile e all'autoimpiego, applicabili in molti comuni. Questi strumenti, poi, possono essere utili sia per sostenere "spin-off" universitari, sia per la riqualificazione di aree di crisi occupazionale.
- Azioni di marketing territoriale finalizzate all'attrazione degli investimenti dall'estero.

sviluppo italia
Strumenti normativi e finanziari
Per raggiungere i propri obiettivi Sviluppo Italia agisce sia come soggetto gestore e co-gestore di funzioni pubbliche, sia come attore operante sul mercato con propri capitali. Si avvale pertanto di un sistema integrato di strumenti sia normativi che finanziari che possono essere utilizzati trasversalmente in ogni area d'intervento.
Partecipazioni al capitale
Sviluppo Italia, per potenziare l'azione di attrazione di investimenti, partecipa al capitale di rischio di iniziative imprenditoriali caratterizzate da contenuti innovativi, marcate prospettive di crescita, positive ricadute sul tessuto produttivo locale e sui livelli occupazionali. Tali partecipazioni, temporanee e di minoranza, sono finalizzate ad accelerare, favorire e monitorare processi di start-up e di sviluppo d'impresa.
Rilancio di aree industriali
Sviluppo Italia gestisce direttamente i fondi della legge 181/89 ed effettua interventi che prevedono l'assunzione di una partecipazione, temporanea e di minoranza, al capitale di rischio, l'erogazione di contributi in conto capitale, prefinanziamenti e mutui a tasso agevolato. Tali interventi sono rivolti alle imprese manifatturiere e di servizi localizzate in aree di crisi industriale definite dal CIPE.
Agroindustria
Sviluppo Italia è attiva nel comparto della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli mediante il finanziamento di progetti tesi all'avvio di nuove iniziative imprenditoriali o all'ampliamento, l'ammodernamento, la ristrutturazione di impianti produttivi esistenti, in attuazione della legge 266/97.
Tali interventi si sostanziano nell'acquisizione di partecipazioni temporanee e di minoranza al capitale di rischio, e nella concessione di mutui a tasso agevolato.
Incubatori d'impresa
Gli incubatori d'imprese sono strutture attrezzate destinate a ospitare, in fase di avviamento, iniziative imprenditoriali di piccole e medie dimensioni e a coadiuvarne lo sviluppo attraverso servizi di assistenza, supporto di tipo logistico e strumenti finanziari dedicati. La rete di incubatori di Sviluppo Italia è oggi composta da 22 strutture, per una superficie complessiva di oltre 120.000 metri quadri. La prossima attivazione di 17 nuovi incubatori è destinata a fare del sistema, a livello europeo, la più articolata rete facente capo a un unico soggetto.
Imprese giovanili
Sviluppo Italia gestisce le agevolazioni finalizzate a incentivare la creazione d'imprese nella produzione di beni agricoli e industriali, nei servizi e nelle cooperative di tipo B (Titolo I del D.Lgs. 185/00). Le agevolazioni sono destinate a iniziative imprenditoriali costituite in maggioranza da giovani (18-35 anni) e prevedono interventi finanziari per gli investimenti, la gestione e la formazione.
Autoimpiego
Sviluppo Italia promuove la nascita d'iniziative di lavoro autonomo, di microimprese e di attività in franchising operanti nei settori della produzione di beni, della fornitura di servizi e del commercio (Titolo II del D.Lgs. 185/00). Le agevolazioni, che prendono la forma di incentivi finanziari e servizi gratuiti di assistenza tecnica, sono riservate a quanti non sono inseriti nel mondo del lavoro.


Sviluppo Italia e Patto Territoriale di Benevento presenteranno la convenzione sottoscritta in un convegno programmato per questo mese. Sarà quella l'occasione, certamente, per esporre il consuntivo di tutta l'attività svolta in questi anni dal Patto, ma sarà soprattutto un momento di prospettiva per la Società di Gestione Patto che, grazie al supporto tecnico-operativo di Sviluppo Italia Campania, si candiderà a svolgere un suo ruolo naturale di "agenzia di sviluppo locale", individuando anche le linee programmatiche e di indirizzo sulle quali i soggetti convenzionati già stanno lavorando. Anche Isaia Sales, consulente per gli affari economici presso la Presidenza della Giunta Regionale della Campania, in un suo intervento ha precisato che «le Agenzie di Sviluppo, che la Regione Campania si appresta a far nascere sul proprio territorio, non saranno uno strumento concepito per sostituire i Patti Territoriali. Esse, al contrario, dovranno servire a sviluppare il lavoro svolto in dieci anni di programmazione negoziata, rispettandone approccio e metodologia, perché sono figlie della stessa stagione che ha fatto sorgere i Patti Territoriali e con quella stagione sono in perfetta continuità. La riforma della Costi-tuzione apre una stagione di cambiamenti straordinari negli assetti degli enti regionali, i quali sono indotti a ripensare in maniera incisiva alla necessità di dotarsi di un’organizzazione in linea con i compiti nuovi che sono loro affidati. Il disegno di riforma può e deve avere nella programmazione negoziata e, in primo luogo, nei Patti Territoriali, un modello di riferimento. L’esigenza di non permettere il deperimento di quanto di buono è stato prodotto con i Patti Territoriali è oggi fortemente sentita innanzitutto dalla Regione Campania. Quindi, nelle politiche della Giunta regionale, non esiste e non esisterà alcuna discontinuità tra Agenzie e Patti». «Le Agenzie di Sviluppo - ha ribadito, infine, Sales - non possono nascere a tavolino o dal nulla, ma solo in stretta connessione con quanto si è già fatto attraverso le esperienze di programmazione negoziata».

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