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Rifiuti solidi urbani:
il percolato non fa piÙ paura
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di Antonio Sanfelice
Rifiuti solidi urbani:
il percolato non fa piÙ paura
Un progetto di Confindustria Caserta per riqualificare migliaia di “ecoballe”
grazie ad un super assorbente inventato da un giovane scienziato campano

Un superassorbente per risolvere il problema del percolato dei rifiuti solidi urbani. E, più in particolare, per riqualificare e stoccare in assoluta sicurezza migliaia e migliaia di cosiddette “ecoballe” - monumento alla vergogna e alla cattiva amministrazione - che così come sono difficilmente potranno mai vedere la strada di un inceneritore. E che anche per questo, oltre ovviamente che per i miasmi che emanano, nessuna comunità finora è disposta ad ospitare sul proprio territorio.
Proposta da uno specifico team di Confindustria Caserta formato dal consigliere delegato all’Innovazione Ferdinando Petrella e dall’imprenditore Antonio Cavaliere, l’idea imprenditoriale consiste appunto nella possibilità di iniettare all’interno delle ecoballe uno speciale polimero, opportunamente modificato nella struttura, capace di assorbire e sostanzialmente solidificare il percolato prodotto (è sufficiente un grammo di Idrogel - questo il nome del polimero - per litro di liquido).
Studiata con finalità biomedicali dal ricercatore Alessandro Sannino dell’Università di Lecce, la possibilità di utilizzare l’Idrogel anche nel campo dei rifiuti è stata dimostrata con successo, recentemente, nel corso di un esperimento dimostrativo, al capo di gabinetto del commissariato straordinario per l’emergenza rifiuti in Campania, vice prefetto Antonio Reppucci, al responsabile delle bonifiche, ingegnere Marco Giangrasso, e in un momento successivo, anche al Capo dell’unità Suoli e Rifiuti dell’Istituto Superiore di Sanità, Loredana Musmeci, per i richiesti pareri di legge.
L’esperimento è consistito nel versamento, in un bicchiere di plastica, di maleodorante percolato, che, all’immissione di pochi milligrammi di Idrogel, in meno di un minuto, è rimasto imprigionato in una sostanza gelatinosa. E con esso anche il cattivo odore. La gelatina ottenuta dal processo di stabilizzazione è stata infine rovesciata sul tavolo che è rimasto completamento asciutto, quindi cestinata alla stregua di una qualsiasi materia plastica. «L’esperimento - ha commentato Ferdinando Petrella - ha dimostrato che le migliaia di ecoballe abbandonate nei piazzali degli impianti Cdr possono essere facilmente bonificate, stoccate in sicurezza e senza cattivi odori o smaltite negli inceneritori».
Cos’è l’Idrogel
Una delle scoperte di Alessandro Sannino che sembra maggiormente destinata a cambiare la vita di milioni di persone è l’Idrogel, sostanza brevettata dalla multinazionale svedese Sca Moenlicke, il cui contratto d’acquisto stabilisce, però, che l’inventore italiano continui ad utilizzare il prodotto per qualsiasi altro scopo.
Ma che cos’è e a che cosa serve l’Idrogel? Come riporta il brevetto, che porta anche la firma del professor Luigi Ambrosio del Centro Nazionale delle Ricerche di Napoli e del professor Luigi Nicolais dell’Università Federico II di Napoli (attuale ministro per le Riforme e dell’Innovazione nella Pubblica Amministrazione) l’Idrogel è un materiale super assorbente dalla formulazione innovativa, completamente biodegradabile e assolutamente biocompatibile. L’Idrogel è in grado di assorbire una quantità di liquido fino a mille volte il proprio peso: dunque, un chilogrammo di questo materiale è capace di “bersi” una tonnellata d’acqua. Alcuni scienziati ritengono che l’utilizzo intensivo degli idrogel superassorbenti potrebbe portare alla sconfitta della fame in vaste aree del mondo. Insomma, l’utilizzo della tecnologia potrebbe essere d’aiuto nello sviluppo agricolo dei Paesi del terzo mondo, mediante la creazione di serre in cui i gel, mescolati alla sabbia, trattenendo enormi quantità d’acqua, favorirebbero la coltura d’ogni tipo di specie vegetale commestibile. Grazie all’interessamento del Sottosegretariato generale delle Nazioni unite e del segretario dell’Escwa (Commissione economica e sociale per l’Asia occidentale) Mervat Tallawy, in Libano sono in atto già da tempo, in via di sperimentazione, le tecniche agricole che utilizzano questo gel.
Altre importanti applicazioni sono quelle in campo medico, nella manutenzione delle aree verdi e nel settore dei rifiuti. In medicina gli idrogel sono utilizzati come supporti per la rigenerazione del tessuto nervoso periferico, nella rigenerazione di pelle, ossa e denti. Nelle diete, l’assunzione dell’idrogel contribuisce a diminuire il senso della fame se ingerito prima dei pasti, sotto forma di polvere inserita all’interno di capsule. Queste capsule una volta deglutite si gonfiano grazie all’assunzione di un paio di bicchieri d’acqua e generano un forte senso di sazietà in quanto occupano più della metà dello stomaco.
L’Idrogel non è assorbito dall’organismo e segue il classico percorso alimentare, fino a quando non avviene la sua naturale espulsione.
In giardinaggio è utilizzato per la manutenzione di parchi, prati e campi da golf (il metodo d’irrigazione usato attualmente mantiene l’umidità nei prati per lunghi periodi, favorendo la crescita di funghi in grado di alterare il percorso della pallina). Serve, inoltre, alla coltivazione ottimale delle specie vegetali perchè consente di dosare con la massima precisione ed il minimo spreco sia l’acqua sia le varie sostanze nutrienti. Mescolato con l’acqua si mette attorno alle radici. Conserva l’umidità per lungo tempo. Favorisce il rilascio di sostanze nutrienti e fitofarmaci per tutto il tempo che uno desidera. Nel settore ambientale - secondo la proposta di Confindustria Caserta - potrebbe essere utilizzato per l’assorbimento e lo stoccaggio del percolato generato dai rifiuti urbani, uno dei problemi di maggiore difficoltà che assilla chi si occupa dello smaltimento dei Rsu. Il percolato, infatti, si forma grazie all’infiltrazione dell’acqua nei rifiuti o per la decomposizione degli stessi. Purtroppo il percolato prodotto dalle discariche di solito ha un alto tenore di sostanze inquinanti organiche e inorganiche. Può contenere pericolosi inquinanti, non ultimi i tristemente famosi metalli pesanti. Basta un po’ di percolato per infestare qualsiasi ambiente. Ecco perché bisogna trovare un rimedio efficace per il suo smaltimento.
E l’utilizzo dell’Idrogel non si limita alla riqualificazione delle sole ecoballe. La sostanza superassorbente potrebbe essere usata infatti nelle discariche, dove le grandi quantità di percolato prodotto creano enormi problemi di smaltimento. Come già detto, infatti, un chilo d’idrogel può “stabilizzare” più di una tonnellata di sostanze putride. Grazie a questo polimero, insomma, il percolato invece di essere inviato ai “depuratori” per finire nei fiumi e, in seguito, nel mare, potrebbe essere con gli opportuni controlli “gassificato” senza grossi pericoli per la salute dei cittadini.
Chi è Alessandro Sannino
Alessandro Sannino è nato a Bari nel 1972 ma vive da sempre a Portici. Nel 1996 ha conseguito la laurea in Ingegneria Chimica presso l’Università di Napoli e nel 2000 il PhD in Ingegneria dei Materiali presso l’Università di Napoli e di Seattle. Attualmente è ricercatore presso l’Università di Lecce. È titolare dei corsi sui materiali polimeri e non metallici. È Visiting Scientist presso il Mit di Cambridge. Fondatore di “Accademica Lifescience”, coordina e partecipa a numerosi progetti di ricerca. È autore di decine di pubblicazioni sulle più importanti riviste scientifiche internazionali.
Ha registrato 6 brevetti internazionali e 8 nazionali. |
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