Sicurezza alimentare: gli Ogm come soluzione al problema delle micotossine
OGM E COMUNICAZIONE
a cura dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico-Ispesl
di E. Sturchio, G. Simoncelli, L. Casorri, M. Mariani
Dipartimento Insediamenti Produttivi e Interazione con l’Ambiente - Ispesl
OGM E COMUNICAZIONE
Una buona divulgazione scientifica è capace di debellare
molte resistenze culturali

Gli organismi geneticamente modificati sono da anni al centro di un acceso dibattito tra opinione pubblica, ricerca e istituzioni. L’interesse dei cittadini spesso si manifesta con una forte ostilità generata da una informazione superficiale, non corretta e strumentalizzata causata da una notevole discrasia tra i canali mediatici e la comunicazione scientifica. La comunicazione di un concetto scientifico presuppone che il divulgatore sia preparato e utilizzi un linguaggio chiaro e non superficiale che non impoverisca i contenuti, mentre i media utilizzano registri di comunicazione diversi che tendono a coinvolgere emotivamente chi ascolta per “fare audience”. L’informazione mediatica è una comunicazione di “intrattenimento” che punta al sensazionalismo e alla suggestione, al contrario di quella scientifica che deve avere un fondamento formativo oltre che informativo. La stampa e la televisione tendono a rendere protagonista il cittadino attraverso il “dibattito” televisivo dove anche personaggi privi di competenze, nei quali però il pubblico si riconosce e dai quali si sente rappresentato, diventano opinionisti. La scienza non si fonda sulle opinioni ma sui dubbi e sulle ipotesi che si devono verificare sperimentalmente. Le posizioni sugli OGM vengono sempre ridotte ai due estremi - pro e contro - spesso espresse sotto forma di slogan quali “Ogm free” e “Tolleranza zero” ed è frequente l’uso di analogie quali “ogm-mucca pazza” e “ogm=rischio”, identità che colpiscono emotivamente l’opinione pubblica. Gli OGM inoltre sono visti da una parte come potenziale soluzione alle carenze alimentari e produttive dei paesi in via di sviluppo, dall’altra come appannaggio e monopolio delle multinazionali, ritenute responsabili della globalizzazione del mercato. Agli interessi economici legati alla globalizzazione si contrappone l’ideale del “consumo impegnato”: l’OGM diviene sinonimo di artificiale, di industriale e di “corrotto”, in contrapposizione al biologico che rappresenta ciò che è “sano e naturale”. In Italia, nonostante la ricerca scientifica abbia messo in luce che, proprio nell’interesse della tradizione alimentare, l’adozione degli OGM potrebbe permettere il recupero di prodotti e di colture tradizionali quasi scomparsi o fortemente minacciati, le piccole e medie imprese si schierano a vantaggio del biologico e dell’agricoltura tradizionale premiando il localismo che sul mercato si identifica con il “Made in Italy”. Negli ultimi anni la ricerca scientifica sembra aver recepito l’importanza di disciplinare la divulgazione scientifica come un settore specifico della comunicazione.
Mentre i tradizionali canali mediatici sembrano non fornire una adeguata comunicazione scientifica, su Internet i siti ufficiali (Ministero della Salute, Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, ecc.) forniscono informazioni esaurienti in tempo reale e rappresentano un valido canale di divulgazione scientifica. Accanto a questi siti ufficiali esistono forum di provato valore scientifico che, con un linguaggio comprensibile a tutti e con l’ausilio della grafica, favoriscono una comunicazione corretta.
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