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  Dicembre 2012

Articoli - n° 2 Marzo 2004
 



CONSORZIO CAMPANIA FIDI - Home Page
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FONDO DI GARANZIA REGIONALE
PARTE LA RIFORMA DEL CONFIDI

Sintesi della relazione del Presidente sull’attività anno 2003


di Rosario Caputo
Presidente Consorzio Campania Fidi
confidi@unioneindustriali.caserta.it

 
Pubblichiamo una sintesi della relazione del Presidente Rosario Caputo all'Assemblea dei Soci del Campania Fidi tenutasi il 26 febbraio scorso che oltre ai previsti adempimenti statutari ha provveduto a indicare le strategie per il futuro in considerazione della complessa evoluzione che all'interno del sistema della garanzia consortile si sta registrando.
«Nell'anno appena trascorso l'attività del Consorzio Campania Fidi è stata rivolta principalmente verso due obiettivi considerati di primaria importanza: la partecipazione al bando di gara per la gestione del Fondo di Garanzia regionale e la predisposizione di un nuovo disegno di legge regionale per l'assistenza finanziaria ai Confidi.
Fondo di garanzia - Regione Campania
Con delibera del 20 febbraio 2003 n.721, pubblicata sul B.U.R.C. n.11 del 10/03/2003 è stato istituito il Fondo di Garanzia della Regione Campania. Attraverso tale strumento, la cui dotazione era di 46,5 milioni di euro, era possibile attivare in Campania investimenti per circa 1 miliardo di euro. Al fine di soddisfare gli stringenti requisiti per la partecipazione abbiamo costituito un RTI (Raggruppamento Temporaneo d'Imprese) denominato "Interconfidi Campania" con i Confidi più autorevoli d'Italia e altri Confidi regionali rappresentanti di tutte le categorie produttive. Dopo mesi di lavoro e di incontri in data 23/05/2003 è stata presentata domanda di partecipazione alla gara presso la Regione Campania, ma il 26 maggio il bando veniva sospeso per la presentazione di alcuni ricorsi al TAR che ne hanno, di fatto, bloccato l'avvio. Tali ricorsi si fondano sul principio che la gestione di fondi pubblici d'incentivazione è competenza di soggetti abilitati e iscritti nell'elenco di cui all'articolo 107 del T.U. in materia bancaria. Con l'occasione desidero esprimere i miei ringraziamenti a Luigi Iavarone e a Carlo Boffa per la grande opera di mediazione attivata che ha reso possibile pervenire alla più ampia intesa possibile mai registrata in Campania. Ulteriori ringraziamenti vanno indirizzati al Presidente di Federconfidi Giovanni Lasagna per essere intervenuto più volte a livello nazionale a sostegno del nostro progetto. E, infine, un grazie particolare lo rivolgo a Unionfidi Piemonte e Interconfidi Nordest per averci affiancato in questa iniziativa che ha creato delle sinergie importanti tra i nostri Organismi, e a tutti i partecipanti del Raggruppamento per la collaborazione e disponibilità sempre fornita. Desidero sottolineare che attorno al nostro progetto presentato alla Regione Campania il sistema bancario aveva fatto registrare unanimi consensi attraverso la formale adesione di oltre 25 istituti di credito. Per noi è stata un'esperienza estremamente positiva, un momento di confronto e di crescita unico che ha generato sinergie mai registrate nella storia dei Confidi campani. Il Fondo di Garanzia regionale, che per la sua caratteristica innovativa e moderna è stato il primo strumento di agevolazione pubblica presentato in Italia, già risulta in linea con le nuove norme creditizie imposte da Basilea 2. Infatti la garanzia che potrà concedere è immediatamenteescutibile e quindi cosiddetta "a prima richiesta". Il Fondo di Garanzia Regionale ha avuto, inoltre, il merito di aprire un dialogo costruttivo tra i nostri Confidi e quelli più evoluti e strutturati che operano in questo settore, nonché consentirci di confrontarci con nuovi modelli organizzativi che potranno essere esportati anche nelle nostre aree per favorire una più rapida crescita e sviluppo del sistema della garanzia. Purtroppo, però le vicende su indicate hanno impedito la sua immediata attivazione e il nostro auspicio è che si possano rimuovere quanto prima le cause e dare avvio all'operatività di uno strumento prezioso per lo sviluppo economico regionale.
Progetto di legge Regionale
Come noto a far data dal 01/01/2000 è venuto a cessare un importante strumento di incentivazione costituito dalla Regione Campania per la costituzione e l'incremento dei Fondi Rischi (legge 35/93), in quanto incompatibile con la disciplina comunitaria sugli aiuti di stato. Ciò ha determinato la decisione dei Confidi campani di elaborare un progetto di legge in sostituzione di quello già citato, oltre ad effettuare un censimento sull'intero territorio nazionale delle agevolazioni previste a qualsiasi titolo per lo sviluppo e il sostegno finanziario dei Confidi. Lo schema di proposta di legge regionale riprende la legge della Regione Campania n.35 dell' 8 settembre 1993, aggiornandola con l'obiettivo primario di riattivare la contribuzione ai confidi industriali rendendo gli interventi regionali compatibili con la disciplina comunitaria in materia di aiuti di Stato. Considerato che i Confidi vengono, oggi, individuati quale principale strumento finanziario a supporto dello sviluppo delle piccole e medie imprese, si sottolinea la necessità di uno specifico sostegno regionale che consenta loro di svilupparsi maturando una maggiore capacità operativa nell'interesse delle imprese socie.
La legge di riforma dei Confidi
Ovviamente non poteva mancare un riferimento alla recente riforma della disciplina dei Confidi contenuta nell'art. 13 del decreto legge 269/2003 convertito con legge 24 novembre 2003, n.326. Con la suddetta legge si intende promuovere sia il riordino sia l'evoluzione dei confidi, attraverso una strutturazione del fenomeno su due tipologie: una prima, rappresentata dagli attuali confidi, alla quale si offre una disciplina normativa di riferimento per essi specificatamente dettata e attestata ad un livello di intervento da tutti affrontabile, ma comunque significativo; una seconda, costituita invece da società di mutua garanzia, di nuova concezione e disciplina, chiamate a inserirsi nel mercato finanziario con oneri e diritti non diversi dagli altri soggetti che già a pieno titolo vi operano. Vengono, fra l'altro, rafforzati i requisiti patrimoniali che tutti i confidi devono rispettare: a) essere dotati di un fondo consortile (i consorzi) o di un capitale sociale (cooperative e società consortili) non inferiore a 100 mila euro, fermi i limiti più elevati di capitale previsti per le società per azioni e quelle in accomandita per azioni; b) prevedere una quota di partecipazione dei soci o consorziati non inferiore a 250 euro (e che, a garanzia della democraticità interna dei confidi, non superi il 20 per cento del fondo consortile o capitale sociale); c) possedere un patrimonio netto, comprensivo dei fondi rischi indisponibili, pari almeno 250 mila euro. Dovranno essere assunti provvedimenti nel caso in cui le perdite di esercizio eccedano le soglie degli articoli 2446 e 2447 del codice civile. Il bilancio dovrà essere approvato entro 120 giorni dalla chiusura dell'esercizio e depositato al Registro delle Imprese e si dovranno tenere libri sociali e scritture contabili simili a quelle delle società di capitali. I nuovi scenari imporranno, dunque, a tutti i Confidi l'adozione di un'organizzazione societaria sempre più strutturata e l'attivazione di quei processi di trasformazione tali da essere, da un lato, soggetto vigilato dalla Banca d'Italia operante nel settore finanziario, ma dall'altro soggetto dotato di una propria autonomia patrimoniale e relazionale»..

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