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  Dicembre 2012

Articoli n 10
DICEMBRE 2012
INTERNAZIONALIZZAZIONE - Home Page
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BRAND ITALIA: SEGNALI DI FUMO Internazionalizzazione, il nuovo che avanza

UCRAINA, concreta l'opportunitÀ di business per il made in Italy



UCRAINA, concreta l'opportunità di business per il made in Italy






Prosegue l'interesse delle imprese salernitane per l'Ucraina, in particolare per la città di Leopoli, anche grazie alla domanda di "made in Italy" che pare essere - in quell'area - in sensibile crescita. Dopo il viaggio d'affari del settembre scorso, che ebbe carattere di f iliera e a cui presero parte otto aziende salernitane del settore prodotti e servizi per l'edilizia e per la casa, attirate dalla possibilità di fare buoni affari con partner locali, infatti, diverse controparti locali hanno mostrato qualif icata attenzione verso l'offerta commerciale e industriale dei nostri operatori giunti a Leopoli – il cui centro storico è stato inserito nell'elenco dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO - grazie alla sinergia realizzata tra il Gruppo Aziende del Legno e Costruzioni di Conf industria Salerno, la Camera di Commercio e Intertrade Del resto, la crescita dell'economia ucraina supera le previsioni, mentre rallenta di misura l'inf lazione come emerge da un'analisi della Banca Mondiale e dalle stime uff iciali del governo di Kiev. L'aumento della produzione industriale nel 2011 si è attestata intorno al 7,2% (nel 2010 – la crescita è stata del 11,2%), e ha riguardato la maggioranza dei settori, tranne l'industria alimentare ed edilizia/costruzioni: Costruzione di macchinari: +16,9%, Siderurgia: +8,5%, Industria chimica e petrolchimica: +18,8%, Industria alimentare: -0,7%, Industria leggera: +6,1%, Edilizia/ Costruzioni: -5,4%, Agricoltura: +17,5%, Produzione e distribuzione dell'energia elettrica: +5,4%.
L'Ucraina rappresenta il secondo mercato più importante dello spazio ex-Urss, oltre a costituire una via di passaggio naturale per accedere alla Russia. Grazie alla crescita dei redditi e a un progressivo avvicinamento all'UE, l'Ucraina è diventata negli ultimi anni una destinazione sempre più rilevante anche per le esportazioni Made in Italy, specialmente per i comparti del mobile, della moda, dei macchinari, dell'agroalimentare, dei prodotti chimici e cosmetici. Per quanto riguarda il grado di apertura del Paese al commercio estero, l'Italia si colloca al 7° posto nella graduatoria dei paesi di provenienza dell'import dall'Ucraina (fornitori), con una quota pari al 2,7% e al 3° posto (quota pari al 5%) nella graduatoria dei paesi clienti, ovvero dei paesi destinatari dell'export dell' Ucraina. Nel dicembre 2011 si è giunti anche alla chiusura dei negoziati con l'UE per l'Area di Libero Scambio (ALS) che, allorché verrà istituita, comporterà per Kiev impegni per l'ulteriore riduzione di barriere tariffarie e non tariffarie, nonché un avvicinamento normativo agli "standards" vigenti nel mercato interno europeo.
Verranno inoltre richieste all'Ucraina modif iche relative alla tutela della Proprietà Intellettuale, alle indicazioni geograf iche, a strumenti di difesa commerciale (anti-dumping e misure di salvaguardia), ad appalti pubblici, regolamenti tecnici, concorrenza, dogane, e nel settore dei servizi.
Guardia costantemente alta da parte dei "partners" OMC dell'Ucraina per la questione dei dazi sulle importazioni, considerate le istanze protezionistiche che si traducono nella presentazione di progetti di legge che prevedono aumenti tariffari (o misure fiscali dall'effetto equivalente). Per favorire ulteriormente l'export del paese il Parlamento ucraino (Verkhovna Rada) infatti ha adottato lo scorso mese di luglio la legge sul sostegno f inanziario pubblico per l'attività d'esportazione, il disegno di legge numero 9373 che def inisce i principi del sostegno finanziario pubblico per le attività d'esportazione e favorisce l'incremento della capacità d'esportazione degli operatori economici nazionali, la protezione degli esportatori ucraini contro il rischio di mancato pagamento, il miglioramento della competitività delle merci ucraine.
In questo caso si prevede che il sostegno f inanziario pubblico per l'attività d'esportazione si svolga tramite: l'assicurazione dei crediti d'esportazione, gli investimenti, irischi f inanziari e gli accordi commerci esteri, attraverso garanzie d'adempimento degli obblighi contrattuali dai acquirenti esteri. Inoltre, si prevede da parte di una socetà pubblica appositamente il supporto formale e sostanziale per assolvere gli obblighi dagli esportatori ucraini durante la partecipazione nelle gare internazionali.
Per l'attuazione del sostegno f inanziario dello Stato all'attività d'esportazione l'istituto f inanziario pubblico nella forma di una società pubblica. Per quanto riguarda gli Investimenti Diretti Esteri (IDE), l'Italia rappresenta al momento uno dei principali investitori in Ucraina, con circa 300 imprese operanti nei settori alimentare, dei materiali di rivestimento (soprattutto ceramiche), legno, tessile e calzature. Le presenze stabili (circa 140) assumono veste di uff ici di rappresentanza, società di diritto ucraino, con capitale al 100% italiano o in " joint-venture" con soci locali (a seguito di investimenti "green-f ield", o di acquisizioni di impianti pre-esistenti).
Nel 2011 gli investimenti diretti esteri sono stati di USD 4556,3 milioni (paragonabili con il periodo analogo dell'anno scorso) raggiungendo la cifra di 49362,3 milioni di dollari. Gli investitori principali sono (al 31.12.2011): Cipro, Germania, Paesi Bassi, Federazione Russa, Austria, Regno Unito, Francia, Svezia, Isole Vergine (britanniche), Stati Uniti, Italia. Il clima degli investimenti che potrebbe subire una notevole accelerazione sconta invece ancora la mancanza di riforme strutturali specie di quelle relative alle barriere di tipo non tariffario che ostacolano la circolazione di merci italiane nel Paese. Pesano poi l'eccessiva burocrazia delle Amministrazioni doganali nelle procedure per le importazioni; la lentezza dei rimborsi dell'IVA a seguito dell'esportazione dei beni prodotti da aziende europee sul territorio ucraino; le richieste di certif icazione obbligatoria dei beni importati, pur se conformi a "standards" UE sanitari/f itosanitari o sulla qualità dei prodotti industriali, spesso corredati da richieste di documentazione aggiuntiva in violazione di segreti commerciali e/o formule chimiche coperte da brevetto.

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